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Se si considera la vita biologica degli organismi e, in generale, la vita di tutto il Cosmo, si vede che ogni cellula, ogni forma non distrugge sé stessa o desidera essere distrutta ma, seguendo una legge naturale, dà la sua propria vita per la vita di altre forme, si moltiplica in altre cellule e si trasforma in organismi più complessi.
Non c'è nè egoismo, nè altruismo ma legge di Unità, che li supera entrambi. Questa unità si manifesta attraverso una generale tendenza alla coerenza o coesione, una unità di flusso energetico dove tutto nutre tutto.
Tutte le cellule, tutti gli elementi mangiano e sono mangiati; persino chi digiuna mangia sé stesso per nutrirsi; quella forza vitale che ad ogni costo esige cibo, la ottiene attraverso un processo di auto cannibalismo. Si attua così, paradossalmente, un processo di auto smembramento per salvaguardare e ricostituire, attimo dopo attimo, quella unità indissolubile attraverso la quale può scorrere la vita.

Se vogliamo riferirci al Vedanta, il primo atto creativo nasce dal sacrificio di Purusha o di Prajapati ma tutte ripropongono il primo atto sacrificale.


Il Purusha

Potremmo quindi affermare che l'Unità è l'essenza di tutti gli aspetti dell'Essere che si manifesta nello spettacolo o nella danza della molteplicità delle forme.
Le forme, allora, sono indifferenti e trasmutabili l'una nell'altra, perché sono l'Uno che dispiega sé stesso nella Manifestazione. Le Upanishad, nel loro linguaggio, chiamano la forma più alta di esistenza (ossia dell'Uno) SAT CIT ANANDA (so di essere Tutto) = identità fondamentale di tutta l'esistenza.
Persino tutto ciò che respiriamo, almeno nella diretta esperienza, è nutrimento comune: essenze vitali, calore vitale, odori ecc. Negli amanti c'è il desiderio di divorare, di nutrirsi del respiro, del sapore, della vibrazione intima dell'altro; persino nel suo aspetto più degradato che è la pornografia, balena in maniera inconsapevole e stordita questa forza, perché non ci si può sottrarre a ciò che è natura comune.

Ma la fame non è solo di latte o di insalate; ci nutriamo di idee, di concetti, di esperienze. Pratiahara, l'astrazione dai sensi, descritta da Patanjali nel suo Yoga Sutra durante il percorso verso il Samadhi, si traduce con: opporsi al nutrimento!
Che significato può aver riservare ai nostri figli una sana alimentazione, quando allo stesso tempo li nutriamo con spettacoli non necessariamente violenti, ma semplicemente stupidi?

TUTTO E' CIBO, Aham Annam! Ecco la parola d'ordine della Taittiriya Upanishad di duemilaseicento anni fa!