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Tradizionalmente solamente gli uomini appartenenti alle tre caste superiori (Brahmani, Kshatrya e Vaishya) i quali hanno ricevuto l'iniziazione attraverso l'upanayana - il cordone sacro - possono eseguire una puja.
Gli Shudra - la casta inferiore - possono eseguire un rito di adorazione solo recitando mantra appartenenti alla tradizione puranica (namaskara mantra, ad esempio "Om namah shivaya"). 

I nuovi orientamenti

Esistono, tuttavia, movimenti che tendono ad estendere il titolo anche alle caste inferiori. Il più autorevole è quello sorto nel 1976 a Puna. conosciuto come "Sri Shankar Seva Samiti" che cerca di reinsediare le donne all'esecuzione di antichi riti.

Noto anche il gruppo di donne non coniugate di Sakuri, nello stato di Maharastra, appartenenti allo Srikanyakumari Stan, fondato circa sessant'anni fa.
Queste rappresentanti eseguono riti vedici appartenenti alla tradizione dello Yajurveda Bianco.
Esiste, inoltre, una vasta produzione di libri "fai da te" ed audiocassette che guidano passo, passo l'officiante ad eseguire in casa la sua puja personale.

La visione "smarta" - tradizionalista per eccellenza - condanna questi "abusi". Va tuttavia tenuta presente la particolare caratteristica della religione indiana, nella quale il rapporto con la divinità è strettamente personale e diretto e non necessariamente mediato da una liturgia ufficiale come, ad esempio, nelle religioni giudaico-cristiane.

 I soffi vitali

LAMPADA 
Viene offerta una piccola lampada che si alimenta con burro fuso (ghi). Viene dapprima fatta ruotare svariate volte in senso orario davandi alla divinità, unitamente al suono della campanella, quindi viene collocata alla sua destra. 
"Om. Il Brahmano fu la sua bocca, delle sue due braccia fece il Rajanya [lo kshatrya]. Le sue cosce divennero il Vaishya, dai suoi piedi fu prodotto lo Shudra " (RigVeda 10.90.12) Ho acceso questo ghi con uno stoppino immerso. Accetta la lampada, Signore degli dei, tu che dissipi le ombre dei tre mondi. 
Con devozione io offro questa lampada alla divinità: il supremo Sé. 
Salute alle nobili divinità...ecc. 
Io offrola lampada.

 CIBO 

Il celebrante offre del cibo formando sul terreno un piccolo mandala quadrangolare con l'acqua e ponendovi sopra un piatto o una ciotola contenente il cibo. Questo mandala è necessario a tenere lontane le influenze nefaste. Queta parte del rito è concepita come un'oblazione ai soffi vitali (Prana); vengono quindi invocati i nomi dei cinque soffi vitali - prana, apana, vyana, udana, samana - e quello del Brahman, seguiti dal mantra svaha (io offro) :

Om pranaya svaha

Om apanaya svaha

Om vyanaya svaha

Om udanaya svaha

Om samanaya svaha

Om Brahmane svaha

"Om. La luna fu generata dalla sua mente e dai suoi occhi il sole nacque. Indra ed Agni dalla sua bocca; Vayu dal suo respiro . " (RigVeda 10.90.13) Accetta il cibo, o Signore e rafforza la mia devozione. Appaga i miei desideri ed una condizione eccelsa nell'altro mondo. 
Salute alle nobili divinità...ecc. 
Io offro il cibo

Conclusione

PROSTRAZIONE
Viene eseguita la prostrazione alla divinità, che può essere fatta semplicemente unendo i palmi davanti al cuore, oppure poggiando a terra "le otto parti": fronte, petto, mani, ginocchia, punta dei piedi. 
"Om. Dal suo ombelico provennne l'atmosfera; il cielo fu ornato della sua testa; la terra dei suoi piedi; dalle sue orecchie le regioni dello spazio. Così esse crearono il mondo " (RigVeda 10.90.14) 
Salute alle nobili divinità...ecc. 
Io offro la mia prostrazione.

CIRCUMAMBULAZIONE
Chiamata Pradàkshina . Camminando intorno all'oggetto dell'adorazione si offre il fianco destro in segno di rispetto. Se non è possibile girare attorno all'idolo, il celebrante gira su sé stesso. Questo gesto imita il movimento apparente che il sole compie durante il giorno. 
"Om. Sette pali da recinto ebbe esso; tre volte sette strati di combustibile furono approntati quando gli dei, offrendo il sacrificio legarono il Purusha come loro vittima " (RigVeda 10.90.15) 
Qualunque peccato si sia commesso nelle vite precedenti, esso svanisce con questa circumambulazione. 
Salute alle nobili divinità...ecc. 
Io offro la mia circumambulazione.

FIORI
Vengono gettati sulla divinità, assieme a riso non frantumato.
"Om. O Dei, sacrificando, sacrificate la vittima: questo fu il sacro ordine... " (RigVeda 10.90.16) 
Salute alle nobili divinità...ecc. 
Io offro una manciata di fiori consacrati dai mantra.

DICHIARAZIONE FINALE . 
Il devoto esprime il suo desiderio che la divinità sia compiaciuta della puja offerta. Egli dedica il merito acquisito al Brahman esclamando: " Ciò non mi appartiene. Possa tutto questo essere offerto al Brahman "