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Prima di entrare in argomento sarà forse opportuna qualche breve considerazione riferentesi all'epoca nella quale questo libro è stato scritto. La parte che il sesso ha nella civiltà attuale è nota ad ognuno, tanto che oggi si potrebbe ben parlare di una specie di ossessività del sesso. In nessun'altra epoca donna e sesso sono stati così in primo piano.
in mille forme donna e sesso dominano nella letteratura, nel teatro, nel cinema, nella pubblicità, in tutta la vita pratica contemporanea. In mille forme viene presentata la donna per attirare e intossicare sessualmente senza cessa l'uomo.
Lo strep tease, l'uso americano portato sulle scene della ragazza che si spoglia a poco a poco togliendosi da dosso indumenti sempre più intimi ad uno ad uno, sino al minimo necessario per mantenere negli spettatori la tensione propria a quel "complesso di attesa", o stato di suspense, che la nudità immediata completa e sfrontata distruggerebbe, ha il valore di un simbolo nel quale si riassume quanto negli ultimi decenni della civiltà occidentale si è sviluppato in ogni dominio sotto il segno del sesso. 

Le risorse della tecnica sono state arruolate all'uopo. I tipi femminili più particolarmente fascinosi ed eccitanti non sono più conosciuti, come ieri, nelle aree ristrette dei paesi dove vivono o si trovano. Selezionati accuratamente e messi in risalto in ogni modo, oggi attraverso il cinema, le riviste, la televisione, i rotocalchi e così via, come attrici, "stelle" e misses diventano focolari di un erotismo il cui raggio d'azione è internazionale e intercontinentale così come la loro zona d'influenza è collettiva, non risparmiante strati sociali che in altri tempi vivevano entro i limiti di una sessualità normale e anodina.

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Facendo un passo oltre, diremo che deriva ugualmente da un equivoco il far rientrare l'amore sessuale fra i bisogni fisici dell'uomo. Nell'uomo, in fondo, non esiste mai un desiderio sessuale fisico; nella sua sostanza il desiderio dell'uomo è sempre psichico, il desiderio fisico non è che una traduzione e una trasposizione di un desiderio psichico.
Solo negli individui più primitivi il circuito si chiude così rapidamente, che nella loro coscienza è unicamente presente il fatto terminale del processo, come un'acre, coattiva concupiscenza carnale univocamente legata a condizionalità fisiologiche e, in parte, anche a condizionalità di ordine più generale che stanno in primo piano nella sessualità animale.
A questo punto conviene anche sottoporre ad una critica adeguata la mitologia, che la sessuologia corrente fa, quando parla di un "istinto alla riproduzione" e indica tale istinto come il  fatto primario di ogni erotismo.
istinto alla conservazione e istinto alla riproduzione sarebbero le due forze fondamentali, legate alla specie, che operano nell'uomo, non meno che nelle bestie. Il limite di una teoria squallida e piatta è segnato da quei biologi e psicologi positivisti che, come lo stesso Morselli, giungono a subordinare l'un istinto all'altro, pensando che l'individuo si nutre e lotta per conservarsi solo perché deve riprodursi, il fine supremo essendo "la continuità della vita universale".

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Abbiamo già accennato che le forme iniziatiche del tantrismo si differenziano da quelle orgiastiche anche per un particolare regime dell'amplesso. Questa speciale condotta consiste nella inibizione della eiaculazione, nel trattenimento del seme nel punto in cui tutte le condizioni, emotive e fisiologiche,  sarebbero presenti a che esso si versasse nella donna e questa venisse fecondata.
Anche se spesso espresso con un linguaggio cifrato e mistico, questo è un punto fondamentale nel quale convengono i testi principali di tali scuole, l'Hatha Yoga Pradipika, il Goraksha Samhita, i canti Kahna, il Subhascita samgraha, oltre a varie opere del Vajrayana.
Nel primo di tali testi si prescrive, che quand'anche, nel corso dell'amplesso, il "bindu [il seme] stesse per versarsi nella donna, mediante uno sforzo estremo esso lo si deve costringere a riascendere... Lo yogi che in tal guisa trattiene il seme vince la morte, perché come il bindu versato porta alla morte, così il bindu trattenuto porta alla Vita"


(Julius Evola - Metafisica del Sesso)