Strict Standards: Non-static method JApplicationSite::getMenu() should not be called statically, assuming $this from incompatible context in /htdocs/public/www/templates/as002034/params.php on line 11 Strict Standards: Non-static method JApplicationCms::getMenu() should not be called statically, assuming $this from incompatible context in /htdocs/public/www/libraries/cms/application/site.php on line 272 Strict Standards: Non-static method JApplicationSite::getMenu() should not be called statically, assuming $this from incompatible context in /htdocs/public/www/templates/as002034/params.php on line 27 Strict Standards: Non-static method JApplicationCms::getMenu() should not be called statically, assuming $this from incompatible context in /htdocs/public/www/libraries/cms/application/site.php on line 272

Mentre l'orientale introverte, si rivolge alla sua interiorità per ricercare la sicurezza, l'equilibrio e le verità necessarie al superamento della sofferenza , convinto che da sempre, nel proprio sé alberghi quella fondamentale scintilla di spiritualità, l'occidentale tende a estrovertere questa ricerca, a cercare fuori di sé la propria affermazione. Con il rischio di subire dei condizionamenti esterni che possono compromettere sia l'auspicabile lavoro di ricostruzione del suo equilibrio interiore, sia lo sforzo compiuto per individuare le più alte certezze, le costanti del divenire.

L'orientale è certo della permeabilità dei diaframmi esistenti tra conscio, inconscio e subconscio e sa che se vuole progredire, deve portare il subconscio e l'inconscio a livello del conscio, al fine di ricomporre le forme e i disegni di quel mosaico interiore che gli chiariranno la via da seguire per raggiungere la conoscenza e la serenità.
L'occidentale ritiene invece che l'inconscio sia per definizione inconoscibile, quindi ricerca quelle particolari certezze fuori di sé, disperdendo una grande quantità d'energia lungo i mille rivoli suggeriti da mille diverse proposte e ricavandone, il più delle volte, un senso di passiva subalternità o di cocente frustrazione.

Ancora: l'orientale lavora interiormente, procedendo ungo a strada che progressivamente lo conduce verso una sempre maggiore consapevolezza e conoscenza, per espandere la coscienza dell'io fino a scorgere e riconoscere il sé.
L'occidentale invece, percorrendo una propria via di "conoscenza esterna", rischia di far accrescere in potenza il proprio io con un'effimera appropriazione di dati che anziché arricchirlo interiormente  lo proietta sempre più verso l'esterno.
E' un luogo comune per l'occidentale dire che bisogna toccare il fondo prima di poter capire che una certa via era sbagliata.
Ma è d'altra parte lecito chiedersi: perché dover scivolare lungo la china, fino all'estremo limite, quando abbiamo dentro tutti gli strumenti per riconoscere il baratro?

(Giuseppe Tamanti - Trattato di Yoga Classico)

 

Iscriviti alla nostra Newsletter

compila i campi sottostanti, compresa la risposta anti-spam

Anti-Spam: Quante sono le dita di una mano? (scrivilo in lettere)