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Gli asana, nello hatha yoga, possono contribuire a riequilibrare una temporanea alterazione dei dosha, tenendo presente che è la differente modalità di esecuzione, in particolare, a rendere le stesse posture adatte a Vata, Pitta e Kapha.
Se, ad esempio, una esasperazione di Vata conduce l'organismo psico-fisico ad una eccessiva dissipazione delle energie, una esecuzione particolarmente equilibrata degli asana contribuirà a ricondurre questo dosha nella condizione regolare. 
Così, al contrario, un temporaneo squilibrio di Kapha - che generalmente si manifesta come eccessivo torpore fisico ed inerzia mentale - sarà riequilibrato da una esecuzione abbastanza vigorosa.

Nidrasana - Sukhasana

Nidrasana 
E' una postura di relativo rilassamento muscolare disposta su un fianco; il capo viene poggiato su una mano, con il gomito a terra mentre l'altro braccio è disteso lungo il fianco.
Particolare attenzione va rivolta alla sufficiente distensione del tratto cervicale visto che il capo non si trova propriamente in posizione naturale. Avremo quindi l'accortezza di tenere il mento leggermente avvicinato alla gola.
L'attività respiratoria andrebbe rivolta all'emitorace diretto in alto. La posizione va, naturalmente, eseguita anche sul fianco opposto.

Per riferimenti alla postura Sukhasana, vedi l'articolo dedicato alla tipologia Vata

 

Vantanasana - Tadasana

Vantanasana. 
Si parte dalla posizione seduta sui talloni e si inclina il capo, sino a condurre la fronte a terra. 
Le braccia sono distese in avanti, rilassate. Ci si assicuri, nella posizione finale, di rimanere effettivamente seduti sui talloni, mantenendo le ginocchia separate tanto da consentire al tronco di scendere e di avvicinarsi al pavimento. 
Il particolare sviluppo della respirazione toracica contribuisce ad un salutare ondeggiamento della colonna vertebrale

 

Tadasana 
E' una facile postura di equilibrio su appoggio bipodale. Alcuni autori danno particolare importanza alla messa in tensione di tutti i muscoli del corpo al fine di garantire un totale allineamento della struttura ossea. 
Riteniamo, dal nostro punto di vista che, una volta che sia assicurato l'allineamento del bacino rispetto alla colonna, mediante una leggera retroversione (il che si ottiene facendo rientrare la pancia) tutto il resto del corpo debba essere mantenuto abbastanza fluido. Tadasana è, infatti, una posizione che si presta ad una meravigliosa interpretazione simbolica - non dimenticate che questo è un importante elemento nello hatha yoga.
La totale verticalità della posizione del corpo, il suo rapporto assiale rispetto alle altre dimensioni dello spazio suggeriscono il senso della centralità. L'immancabile sensazione della crescita verso l'alto, sia della struttura articolare che della respirazione contribuiscono - assieme ad altri elementi dipendenti dalla sensibilità del praticante o dall'insegnante che guida la pratica - a favorire una buona interiorizzazione; cosa che verrebbe ostacolata dalla spasmodica ricerca delle tensioni muscolari. E' solamente il nostro punto di vista!

 

Yogamudra - Parvatasana

Yogamudra. L'asana classico si esegue mantenendo la postura del "loto" durante il piegamento del tronco in avanti sino a far toccare la fronte sul pavimento. L'intensa compressione addominale dovuta alla presenza dei pugni posti tra le cosce e la parete addominale favorisce una benefica tonificazione diaframmatica. L'asana, naturalmente, non è alla portata di tutti. Si può ovviare assumendo Vajrasana anziché Padmasana (posizione del Loto).

Parvatasana (posizione della montagna)
Il corpo assume la classica posizione a triangolo. E' preferibile che i talloni non siano appoggiati a terra, in modo tale da sfruttare la loro spinta verso terra per stirare i muscoli dei polpacci. Il capo va mantenuto tra le braccia stirate ed il mento viene collocato vicino alla gola. Il torace viene "spinto" in fuori durante l'inspiro: questo contribuisce a allineare il dorso.