Strict Standards: Non-static method JApplicationSite::getMenu() should not be called statically, assuming $this from incompatible context in /htdocs/public/www/templates/as002034/params.php on line 11 Strict Standards: Non-static method JApplicationCms::getMenu() should not be called statically, assuming $this from incompatible context in /htdocs/public/www/libraries/cms/application/site.php on line 272 Strict Standards: Non-static method JApplicationSite::getMenu() should not be called statically, assuming $this from incompatible context in /htdocs/public/www/templates/as002034/params.php on line 27 Strict Standards: Non-static method JApplicationCms::getMenu() should not be called statically, assuming $this from incompatible context in /htdocs/public/www/libraries/cms/application/site.php on line 272

Termine sanscrito di genere maschile con il quale si designa quella che comunemente viene chiamata "posizione di yoga". Per il suo carattere complesso, sarebbe meglio definirlo con "postura di yoga" visto che non si tratta di una pura e semplice posizione corporea, ma presuppone la partecipazione della consapevolezza, nella quale il fisico ed il mentale tendono progressivamente a fondersi. 
Nella pratica yoga - sadhana - gli asana rappresentano un elemento fondamentale in quanto sono necessariamente presenti in tutte le forme attraverso le quali lo yoga si articola ( Hatha yoga - Kriya - Kundalini - Tantra ecc.).
In realtà un asana, nella sua forma esteriore, non è che il risultato finale di un processo di partecipazione di psiche e soma il quale tende - nelle condizioni favorevoli - a condurre la coscienza in uno stato di enstasi.
L'apparente inerzia di un praticante di yoga può, da un profano, essere scambiata per una condizione di torpore e di assopimento; nella realtà dei fatti, quella staticità quasi marmorea presuppone un dominio muscolare, respiratorio e mentale certamente non comuni.

La stabilità di un asana è la sua caratteristica principale. Una immobilità che, certamente, non scaturisce da una sorta di costrizione fisica e muscolare ma, piuttosto, da una raggiunta condizione di equilibrio nella struttura psico-fisica del praticante.
La stabilità è ciò che, nella nostra esperienza quotidiana rincorriamo costantemente. Dalla stabilità economica e sociale, a quella politica; una chimera che sempre più, al giorno d'oggi, sembra allontanarsi.
Proviamo, ad esempio, a rendere stabile per alcuni attimi un nostro pensiero; ciò che comunemente chiamiamo concentrazione. Quanto dura ? Sicuramente meno di quanto potevamo immaginare...

Ecco, allora, che la disciplina dello yoga, aiuta a rieducare la mente, sottraendola al costante richiamo delle contrapposizioni, delle distinzioni esasperate e divisioni che impoveriscono la visione reale della vita.
Non possiamo non convenire su quanto i pensieri siano realtà, alla pari dei sentimenti e di ogni altra attività della psiche. Un pensiero agitato corrompe la reale e genuina condizione di un fatto, di una circostanza la cui interpretazione, in quel momento, è sottoposta per lo più al momentaneo stato d'animo.
L'asana è l'esempio più immediato di questo collegamento che esiste tra il corpo e la mente ( vorremmo dire della coscienza...) il quale compreso e vissuto adeguatamente conduce al vero e sostanziale allargamento della personalità.

La storia, i fondamenti dottrinali, la letteratura sullo yoga non possono, certamente, essere approfonditi in questa pagina. Di libri su questa disciplina ce n'è a iosa, da quelli più seri e attendibili, a quelli che meriterebbero, piuttosto, di stare nello scaffale della produzione umoristica.
L'unico ed insindacabile giudizio è quello suggerito dalla intelligenza del ricercatore.