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Fa parte dell'etica dell'insegnamento conoscere e tenere sempre presenti le caratteristiche morfologiche del gruppo, in relazione alle varie differenze strutturali fisiche e psichiche dei singoli componenti ma, anche in linea più generale, le evidenti diversità che ci sono tra un occidentale ed un orientale per il quale gli asana sono stati concepiti.
Non sono solo le difficoltà che si possono incontrare nel proporre alcune posture.

L'Etica, questa sconosciuta

Fa parte dell'etica dell'insegnamento yoga conoscere e tenere sempre presente le caratteristiche morfologiche del gruppo, in relazione alle varie differenze strutturali fisiche e psichiche dei singoli componenti ma, anche in linea più generale, le evidenti diversità che ci sono tra un occidentale ed un orientale per il quale gli asana sono stati concepiti.
Non sono solo le difficoltà che si possono incontrare nel proporre alcune posture.

Lo specifico riferimento è rivolto alla tendenza sempre più consolidata di proporre indiscriminatamente tecniche di risveglio immediato delle cosiddette energie latenti nell'uomo le quali, una volta utilizzate, favorirebbero il risveglio di Kundalini.
E' risaputo che la prassi realizzatrice di tale risveglio prevede lo sviluppo verso l'alto di tutti i processi psico-fisici dell'organismo; in sostanza si tende a tirare verso l'alto, ad attirare il torace e con esso la volontà e, soprattutto, l'atteggiamento consapevole.

Il respiro profondo

Che senso può avere, allora, tutto il tempo dedicato alla rieducazione di un respiro addominale, dato che la respirazione è connessa con gli stati psichici e quindi anche con gli strati inconsci?
Sappiamo che nello stato di eccitazione il respiro si sposta verso l'alto, quasi a confermare il modo di dire:"...è fuori di sé!"
E quando invece ritorna la calma, anche il respiro (la sua consapevolezza) ritorna nelle regioni più basse del corpo. Lo yogi che sa respirare correttamente utilizza bene il diaframma. Questo tipo di respirazione crea un'atmosfera spirituale favorevole ed è di grande importanza per una corretta disposizione psicofisica.

Serve, in sostanza, a riportare il baricentro psichico al posto giusto, cioè prassappoco al centro del corpo, alla stessa altezza del baricentro fisico!
E' in questa dimensione che l'uomo giunge senza sforzo al tranquillo e naturale dominio di sé, all'equilibrio interiore.
Questo vale soprattutto per l'uomo occidentale, il quale è succube degli effetti alienanti del suo ambiente, dell'attività esagerata, della fretta, della convulsione, dello stress, della mentalità efficientistica, dello spirito razionalistico, dei desideri inappagati e inappagabili, degli impegni gravosi, della noia, dell'ansia, degli errori subiti nella propria educazione e non corretti, dell'insoddisfazione, delle ambizioni mortificate, dell'insuccesso...!

Tipi differenti

Non l'uomo orientale, il quale vive costantemente nella pancia e per il quale certe tecniche di risveglio verso l'alto furono concepite!
Evidentemente, per ritrovare il proprio equilibrio l'occidentale, che è troppo decentrato nella testa e nel petto, dovrà scendere, mentre invece l'orientale che vive ed esiste costantemente nella pancia dovrà salire (e per questo sono state concepite certe tecniche) evitando di affondare nel profondo.

Non intendiamo sostenere, naturalmente, che ad un occidentale sia preclusa quell'affascinante via la quale conduce per i percorsi mistici ed interiori e la cui sublimità di immagini ed allegorie ci mozza il fiato: il risveglio di Kundalini.
Intendiamo solamente ribadire che una pratica indiscriminata, quale viene sempre più frequentemente proposta a gente sprovveduta rischia di esasperare la "tendenza verso l'alto", fissando definitivamente la dicotomia tra spirito e profondo.